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Anno II - n. 18
Nel Paese dove gli
alberi si sposano
È
l'8 giugno. A Rotonda, un ciuffo di case nel sud della Basilicata,
mancano cinque giorni alle nozze. Mario, il pasticcere, si
è licenziato. Il capo non gli ha concesso le ferie
per andare al matrimonio dell'anno e lui, a 25 anni, ha preferito
infoltire la schiera dei 27mila disoccupati lucani, piuttosto
che rinunciare alla festa. Domani, come da tradizione, "ruberà"
un abete bianco. Antonio, 26 anni, è arrivato stamattina
da Ravenna, alla guida di un camioncino carico di compaesani.
Lui fa così: dal lunedì al venerdì ripara
le linee elettriche. Poi il sabato torna a Rotonda e riparte
la domenica. Ma oggi è giovedì e domani, come
da tradizione, taglierà un faggio.
Il
fatto è che l'8 giugno, su questo sperone di roccia
ai piedi del monte Pollino, inizia la celebrazione di un matrimonio
che durerà cinque giorni. Si sposano un abete bianco
e un faggio. E Rotonda si ferma. Peccato che gran parte delle
sue quattromila anime siano emigrate o pendolari. E allora
che fai? O ti licenzi, come Mario, o metti una clausola nel
contratto, come Antonio. E cioè che caschino tutte
le linee elettriche del mondo, ma dall'8 al 13 giugno tu sei
in ferie.
Ed eccoli qui, in un modo o nell'altro. Sono arrivati dall'Argentina
e dalla Liguria, dalla Svizzera e dalla Sardegna. Tutti uniti,
anzi no: divisi in due gruppi. Quelli della rocca, che partiranno
stanotte, come carbonari, per raggiungere domattina il bosco
del comune di Terranova, dove taglieranno un abete bianco.
E quelli della pitu, che si incammineranno all'alba, con 13
coppie di buoi, per abbattere un enorme faggio nel bosco di
Marolo, poco lontano da Rotonda. I due alberi si incontreranno
in montagna e proseguiranno insieme il viaggio verso il paese,
dove convoleranno a nozze il 13 giugno, in onore di Sant'Antonio.
"Roccaiuoli" o "pitaiuoli" non si diventa,
si nasce. Con qualche piccola eccezione: Carlo Forte, 40 anni.
Che dopo essere appartenuto per anni alla pitu è passato
alla rocca. Lo ha fatto per esaudire l'ultimo desiderio della
mamma e da allora non ha più cambiato. [...]
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