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Anno I - n.2
Da che parte soffia il vento
dello Stretto?
Cittadini
esasperati, pendolari disinteressati, imprenditori speranzosi:
alle falde dei piloni, gli abitanti di Messina e Villa San
Giovanni dibattono da decenni sul ponte che verrà
Il
ponte sullo stretto esiste già. Francesco Lucchese
lo ha trovato nel magazzino del suo negozio di souvenir, proprio
di fronte al duomo di Messina: una terracotta di Scilla e
Cariddi uniti da due enormi braccia. «L'ho messo in
vetrina al prezzo di un euro e l'ho venduto nel giro di cinque
minuti», racconta con stupore. Forse non sa che poco
più avanti, in via Primo Settembre, Antonino Bucalo
vende più cartoline del ponte che carretti siciliani
o marionette di Orlando e Rinaldo. Quel gigante di cemento
che con un fotomontaggio congiunge l'isola al continente è
già il souvenir più gettonato di questo pezzo
di Sicilia. Per il popolo dello stretto, a 135 anni dall'avveniristico
tunnel sottomarino progettato da Carlo Navone, il ponte è
una categoria del pensiero, un'ipotesi speculativa entrata
a far parte delle abitudini. Ma oggi, per la prima volta,
siciliani e calabresi devono fare i conti con il futuro: il
ponte si farà e a loro tocca riprogettare una vita
alla sua ombra.
Perché
un ponte sullo stretto?
Ogni giorno 6.300 auto, 3.300 mezzi commerciali, 24 treni
passeggeri e 34 treni merci attraversano lo stretto a bordo
dei traghetti gestiti dalle Ferrovie dello Stato e dalla Caronte
Tourist. Perché costruire un ponte? «Per rispondere
al bisogno di un collegamento più efficiente tra la
Sicilia e il Continente», dicono alla società
Stretto di Messina. «La qualità dei servizi di
trasporto è inadeguata, ed è destinata a peggiorare
nei prossimi anni a causa dell'aumento di domanda»,
conferma l'analisi condotta dall'Ati, un gruppo di consulenti
indipendenti. Alla grande opera è affidato anche il
«rilancio economico e sociale dell'area», dice
la Stretto di Messina. «Esso permetterà l'ampliamento
degli scambi commerciali, dal momento che per attraversare
il braccio di mare occorreranno solo tre minuti». Ma
il ponte è davvero la panacea di tutti i mali dello
stretto?
Tra
Villa San Giovanni e Messina
Il nastro di cemento collegherà Villa San Giovanni
e Messina: 14mila abitanti la prima, 150mila la seconda. Diventata
città ad aprile scorso, Villa è a metà
strada nella classifica del benessere italiano. Messina, da
due anni senza sindaco, è il capoluogo di una provincia
all'ultimo posto per la qualità di vita. [...]
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