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Anno XVII - n.130
Aprite quella porta
Quattro chiese all'apparenza abbandonate, quattro
inaspettati gioielli. Se volete vederle dovete cercare chi ha l'"onore
delle chiavi"
Ci sono porte in Puglia che sembrano chiuse da secoli.
Prima o poi ci sbatti contro. Al margine dei paesi così come
nelle campagne battute dallo scirocco. Sono porte di chiese. Davanti
al loro mistero sostano viaggiatori e passanti, turisti e indigeni.
Come se quelle potessero cominciare a parlare e a raccontare il
perché opere così antiche e straordinarie abbiano
deciso di non mostrarsi. La verità è che quella chiesa
ha perso la sua "città": sparito il borgo nel quale
sorgeva, caduta in disuso la strada per i cui viandanti era rifugio,
o semplicemente inglobata in una realtà urbana che non è
più la sua. Una cosa puoi fare: cercarne le chiavi. Perché
nella Puglia assolata, la gente è abituata a dare un'anima
anche alle pietre. E si può star certi che per ogni chiesa
c'è sempre qualcuno con un mazzo di chiavi e una storia da
raccontare.
I. Pasquale Scavo ha una faccia tonda e un'espressione
bonaria. Quando lo osservi capisci subito che lui non cerca tesori.
Ma il dubbio ti sfiora, perché dal Cinquecento in poi la
Chiesa di Ognissanti, sulla vecchia strada che collega Valenzano
a Capurso, nell'entroterra barese, sembra aver attratto solo quanti
avevano creduto alla strana leggenda di una ricchezza nascosta.
[...]
II. Quando Maria Burdi apre la porta
di Santa Maria la Veterana non immagina di regalarti uno spettacolo
che in Puglia capita di rado. Forse solo a Galatina, nell'estremo
Sud,
la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria
ne offre uno di pari bellezza. Ma qui
a Bitetto, porta d'ingresso della Murgia non lo sospetteresti mai.
[...]
III. La chiesa di Santa Maria a Sovereto,
una frazione di Terlizzi, non ha perso la sua città. Anzi,
uno strano incantesimo sembra averle disegnato attorno un borgo
medievale intatto [...]. Eppure... chiuse le imposte, vuote le strade,
silenti i giardini, sbarrata la porta della chiesa. Sovereto c'è,
ma non ci sono i suoi abitanti. [...]
IV. Non importa da che parti arrivi
a Siponto, se dalla pianura di Zapponeta o dall'incombente montagna
sacra del Gargano. Il risultato è lo stesso: Siponto non
esiste. [...] Il nome della città fondata dai romani, però,
rimase legato a quella piana dove oggi, solitaria, si erge la chiesa
di San Leonardo. [...]
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