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Gli speciali - Anno I - n.1
Di natura selvatica
Il Parco di Villa Gregoriana a Tivoli, padre di
tutti i giardini romantici
C'è stato un tempo in cui, se un fiume inghiottiva
un abitato, sul luogo della sciagura non rimanevano rovine e desolazione,
perché un papa illuminato vi faceva piantare alberi, tracciare sentieri
e deviare cascate. Poeti venivano allora a cantare un paradiso in
terra e pittori ne catturavano l'immagine. L'uomo si ricongiungeva
così con la natura che lo aveva tradito.
Tivoli, 1826. La città sorge su una roccia piena di anfratti, una
sorta di spugna. Il 16 novembre l'Aniene in piena fa esplodere,
con la sua pressione, le cavità. Parte della zona vecchia collassa,
fagocitata da un'immensa voragine. Cinque anni dopo, papa Gregorio
XVI commissiona un'opera idraulica grandiosa: il traforo del monte
Catillo per deviare il fiume e obbligarlo a un salto di 120 metri,
a debita distanza da Tivoli. Fin qui l'ingegneria. L'arte comincia
quando [...]
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