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Annalisa Monfreda - reporter

 

reportage > Francia, febbraio 2005





 


Anno XVIII - n.135

La Villette
All'ombra del futuro in fiore

"E tu lo chiami parco un posto senz'alberi, piatto, pieno di correnti d'aria? Tutto vetro, cemento e cose del futuro?". Cristhophe no. Con i suoi settant'anni suonati, trascina i piedi lungo il quai de la Marne e biascica parole che sanno di alcol già alle sette del mattino. Odore di diciannovesimo arrondissement, il quartiere popolare alla periferia nord est di Parigi, che a partire dagli anni Ottanta ha assistito alla trasformazione dei vecchi mattatoi comunali nel più grande parco urbano della capitale. La Villette: 55 ettari di prati, architetture avveniristiche, giardini tematici e camminamenti sopraelevati. "Ferro per ferro, tanto meglio la ciminiera della vecchia centrale che riscaldava il diciannovesimo". Le case le si stringono attorno come se fosse il campanile di una chiesa. E nel cortile antistante c'è un orto in cui i bambini imparano cos'è il cavolo e cos'è la carota. "Altro che il parco della Villette. Lì non crescono neppure i fiori, figuriamoci la verdura". Si, ma per arrivare a questo parco? "Segui l'acqua", indica il vecchio. Pochi metri dopo, procedendo lungo il canale dell'Ourcq, mi ritrovo alla Villette senza neppure accorgermene. Né un cartello di Bienvenu né un cancello aperto. […]