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Anno XVIII - n.135
La Villette
All'ombra
del futuro in fiore
"E
tu lo chiami parco un posto senz'alberi, piatto, pieno di
correnti d'aria? Tutto vetro, cemento e cose del futuro?".
Cristhophe no. Con i suoi settant'anni suonati, trascina i
piedi lungo il quai de la Marne e biascica parole che sanno
di alcol già alle sette del mattino. Odore di diciannovesimo
arrondissement, il quartiere popolare alla periferia
nord est di Parigi, che a partire dagli anni Ottanta ha assistito
alla trasformazione dei vecchi mattatoi comunali nel più grande
parco urbano della capitale. La Villette: 55 ettari di prati,
architetture avveniristiche, giardini tematici e camminamenti
sopraelevati. "Ferro per ferro, tanto meglio la ciminiera
della vecchia centrale che riscaldava il diciannovesimo".
Le case le si stringono attorno come se fosse il campanile
di una chiesa. E nel cortile antistante c'è un orto in cui
i bambini imparano cos'è il cavolo e cos'è la carota. "Altro
che il parco della Villette. Lì non crescono neppure i fiori,
figuriamoci la verdura". Si, ma per arrivare a questo parco?
"Segui l'acqua", indica il vecchio. Pochi metri dopo, procedendo
lungo il canale dell'Ourcq, mi ritrovo alla Villette senza
neppure accorgermene. Né un cartello di Bienvenu né un cancello
aperto. […]
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