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Anno XVIII - n.135
La dolce vite
Viaggio
tra le vigne in città
Domani,
come ogni giorno, la sveglia suonerà alle cinque. Gérard indosserà
la tuta da lavoro e alle sei in punto salirà sulla Rer, il
treno metropolitano che in un'ora e un quarto lo porterà dal
dipartimento di Essonne fin dentro Parigi, nel quartiere di
Belleville. Attraverserà i viali fioriti del parco fino a
raggiungerne la cima: sei metri più su di Montmartre. Il punto
più alto di Parigi. Qui aprirà i cancelli di un piccolo recinto
e munito di forbici comincerà la delicata potatura della vigna.
Bambini con la cartella, professionisti con la valigia, pensionati
con il carrello della spesa: tutto il popolo del quartiere
sfilerà davanti ai suoi occhi. Se alzerà lo sguardo, Parigi
sarà ai suoi piedi. I palazzoni di Belleville a pochi passi.
La Tour Eiffel in lontananza. Come lui, in questo momento,
forse anche Bruno a Montmartre e Jean Pierre nel parco Georges
Brassens stanno studiando il taglio giusto da dare ai ceppi.
I vignaioli di Parigi, al freddo di un gennaio cittadino,
sono tutti all'opera. La cuvée del prossimo anno dipende anche
da questa operazione. Ma com'è un vino nato all'ombra dei
grattacieli di Belleville? "Buono", non può che rispondere
Gérard, 55 anni, la pelle consumata da una vita all'aria aperta.
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